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Ballando sul Titanic.

La politica indifferente al disastro climatico.
Bersani, Vendola, Renzi e compagnia si sfidano sulle alleanze, Obama sarà costretto a dimettersi per colpa delle scappatelle extra coniugali di un Generale (e per non averne parlato in  campagna elettorale, che avrebbe perso), in Cina il Partito Comunista sceglie chi dovrà governare (e arricchirsi), Italia e Francia voglio fare il Tav (sprecando miliardi di euro che sarebbero ben più utili in altri modi), questi sono gli argomenti politici “importanti” mentre il degrado ambientale avanza e forse non è più controllabile. Neppure i sempre più ravvicinati disastri ambientali in ogni parte del mondo servono a richiamare l'attenzione dei governi che lasciano fare alle imprese multinazionali che per il profitto loro non badano alle conseguenze per tutti. Un articolo di Mike Davis sottolinea come la stessa Banca Mondiale abbia accettato come inevitabile un aumento globale della temperatura media di almeno 2 gradi Celsius, limite di sopravvivenza del pianeta secondo gli studi indipendenti, e stia spostando i suoi aiuti dalle azioni di “mitigamento” del cambiamento climatico verso l'“adattamento” ai suoi effetti giudicati ormai ineluttabili (cioè a pensare a ripianare i danni). Ubriacati dalle nuove fonti energetiche individuate, sia i gas ricavabili con tecniche di frantumazione delle rocce sotterranee, sia il petrolio dalle sabbie bituminose, i  cittadini non si preoccupano neppure più dei problemi climatici. Notizie come quelle odierne che prevedono nel giro di qualche decennio la possibilità che gli Usa esportino il petrolio, invece di importarlo, proprio per l'utilizzo di gas di nuova scoperta, contribuiscono a far ignorare le conseguenze ormai accettate del surriscaldamento climatico. Infatti non si deve dimenticare che l'uso di combustibili fossili (non solo il petrolio ma anche il gas) comporta l'emissione di CO2, cioè contribuisce all'effetto serra.
Eppure un anticipo di quello che accadrà lo stiamo già vivendo, proprio con precipitazioni che sono sempre più violente e devastanti. Incuranti, non solo non cerchiamo di cambiare la rotta verso il nostro iceberg, ma continuiamo a costruire case e capannoni in zone a rischio, vicino ai corsi d'acqua, sotto pareti franose, ecc. e non solo in Italia ma ovunque. Però in Italia ci preoccupiamo che Grillo non prenda troppi voti... Grillo che danza anche lui sul Titanic facendo finta di occuparsi dell'ambiente. Adesso giunge una nuova preoccupazione, legata all'effetto serra: non solo le emissioni innalzano le temperature sulla terra ma, per un fattore fisico, raffreddano la stratosfera dove viaggiano i satelliti artificiali; con il raffreddamento si ha una diminuzione della resistenza e quindi il rischio di caduta dei satelliti. Come già avvenuto per effetto di una variazione nella  ritmo di emissione di calore dal sole. Nel qual caso vi sarebbe il pericolo di essere trapassati da qualche scaglia metallica, ma, in relazione ai satelliti interessati, non solo le strategie militari ne porterebbero le conseguenze (con poco danno per la società) ma soprattutto resteremmo muti e sordi perchè telefoni radio e televisori si basano ormai solo sui satelliti. Altro che previsione Maya, siamo noi uomini e donne super civilizzati che mettiamo a rischio le nostre stesse realizzazioni.
Però possiamo stare tranquilli perchè in Italia si faranno le primarie e forse Bersani le vincerà....

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