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renzi o Berlusconi?

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Gli italiani si meritano davvero solo Renzi e Berlusconi?

Gli italiani, come gli antichi romani di cui sono figli, preferiscono, almeno nella loro maggioranza, affidarsi al "salvatore" di turno alla fatica della ricerca di una strada comune di lavoro e impegno.
Così dopo Berlusconi ci tocca digerire un Renzi qualsiasi che non ha neppure costruito un'azienda dal nulla, ma che è esploso grazie alle dinamiche proprie di quegli ambienti politici che adesso vuole riformare o distruggere.
Non si sa bene con quali soldi pensa di mantenere le promesse che fa a profusione, perchè non dimostra interesse al tema fiscale, se neppure si preoccupa  dell'evasione fiscale, forse per non preoccupare il socio Berlusconi. Se pensa di ripianare il buco dovuto al taglio dell'Irap e dell'Irpef nonché pagare i debiti della pubblica amministrazione verso i privati con la Cassa Depositi e  Prestiti, significa che userà i risparmi dei cittadini prosciugando un ente che ancora ha disponibilità finanziaria. Se servissero poi altre risorse l'Italia sarebbe senza riserve e dovrebbe ricorrere ai prestiti europei. Così dove non è riuscito Berlusconi,  Renzi ci ridurrà in povertà.
Come se non bastasse questa preoccupazione, merita un approfondimento il curriculum di alcuni ministri. E' stato riconfermato Lupi, CL doc, favorevole allo spreco delle grandi opere, Tav compresa naturalmente; sono entrati   Galletti e Guidi , che muoveranno le risorse economiche più importanti per la politica industriale, l’energia, l’ambiente, e il clima. Entrambi  si sono fin qui contraddistinti a favore della  privatizzazione dell’acqua  e del  ritorno del nucleare  e non danno segni di ripensamento.  Pinotti , a sua volta, è ben nota nell’ambiente militare e industriale – in particolare in Finmeccanica e Fincantieri – per essere  pro-industria bellica,  in buona continuità con il suo predecessore Mauro.
In particolare  Gianluca Galletti,  neo ministro dell’Ambiente , è un commercialista che non ha mai masticato ambiente in vita sua. Proseguirà la tendenza della Prestigiacomo e di Clini in direzione di una industrializzazione dell’Ambiente: a favore delle energie fossili, per la privatizzazione dell’acqua, a sostegno della fusione finanziaria delle utility pubbliche rimaste. Mirabolanti le dichiarazioni rese sull’acqua pubblica: "I partiti che hanno sostenuto il  referendum sull’acqua  e le Regioni che hanno proposto ricorso alla  Corte Costituzionale  si devono ora assumere la responsabilità di aver causato un danno enorme al Paese nel suo momento più difficile." E non sono da meno quelle sul nucleare, quando,lt candidato alle regionali dell’Emilia Romagna dichiarava: "Se mi dimostrano che in tutta Italia il sito più sicuro e più economico è in Emilia-Romagna io non avrei timore a mettere un reattore nucleare proprio qui."
Federica Guidi, neo ministro per lo Sviluppo economico, già beccata per una cena ad Arcore da Berlusconi, per parlare anche di una sua possibile candidatura con  Forza Italia  alle prossime europee, è  in conflitto di interessi con Enel, Poste, Ferrovie per l’azienda di famiglia da cui si è prontamente dimessa, la  Ducati Energia. Dice del suo incarico Stefano Fassina, ex vice ministro dell’Economia: "Il potenziale conflitto di interessi è del tutto evidente. Ma oltre a questo mi preoccupa la visione del ministro sulla politica industriale, la sua  idea di rilanciare il nucleare , la sua contrarietà al ruolo dello Stato nell’economia."  Nota per aver sostenuto l’abolizione del contratto nazionale di lavoro da sostituire con accordi individuali, ha attaccato le municipalizzate ancora a prevalenza di capitale pubblico e sostenuto con decisione il passaggio in mano privata delle fasi più remunerative del  ciclo integrato dell’acqua.
Roberta Pinotti,  neo ministro alla Difesa,   sostiene la funzione dell’organizzazione e dell’intervento militari per l’aiuto che forniscono in tutti gli eventi calamitosi. Contraria alla riconversione dell’industria bellica, arriva ad affermare: "Se si decidesse che non è ‘etico’ avere un’industria militare, dovremmo rinunciare a una quota dell’uno per cento del prodotto interno, che dà lavoro a 50mila addetti diretti e a 150mila nell’indotto. Auspico investimenti nella ricerca e nello sviluppo dell’alta tecnologia militare da riversare nei dispositivi civili". Infatti le risorse impegnate negli F-35 stanno dando grandi risultati!
Alla Pinotti darà man forte la  Mogherini , grande fautrice dell’integrazione fra Nato ed Unione Europea, darà filo da torcere ai sostenitori dell’inutilità dell’acquisto dei caccia  F-35  ed  Eurofighter.
Quando Delrio dice che "sui ministri tecnici non abbiamo chiesto a nessuno per chi votavano e non ci interessava saperlo, ma sapere cosa avrebbero fatto nel settore in cui si sarebbero impegnati", significa che si continua a ignorare il significato di democrazia insito nel risultato politica dei referendum sull'acqua e sul nucleare, privilegiando i soliti poteri forti.

 
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