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Per lo sviluppo Monti liberalizza le antenne e mette a rischio la salute dei cittadini
Nel testo del Decreto “Sviluppo” il  Ministro Passera ha introdotto un  articolo che dà la possibilità alle società che operano nel campo delle telecomunicazioni di “installare antenne di quarta generazione (e fino a  10 watt di potenza, (chiamate LTE) e relativi impianti sul tetto degli edifici senza richiedere alcuna autorizzazione al proprietario o ai condomini.
E' un grande regalo per le aziende perché si accorciano i tempi, e non dovranno più pagare per l'occupazione del suolo pubblico.
L'articolo prevede un risarcimento per i proprietari degli immobili stabilito in base “all'effettiva diminuzione del valore del fondo”; si prevede che sarà molto contenuto, sempre con l'approvazione delle compagnie. Inoltre si aggiunge che “anche gli enti locali dovranno affrettarsi a dare la loro disponibilità a nuovi lavori di collegamento per piazzare i cavi della banda  larga e ultra larga nel sottosuolo delle strade cittadine.
Tutto questo mentre la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato che i campi elettromagnetici bassi e alti sono pericolosi, potenzialmente cancerogeni...
Inoltre si deve ricordare che le evidenze epidemiologiche dimostrano il pericolo di cancerogenicità legato all'utilizzo dei cellulari troppo vicini al corpo.
Quindi mentre da un punto di vista di tutela della salute si dovrebbero mettere in atto misure per limitare l'uso dei dispositivi cellulari il ministero ne favorisce la diffusione; e per farlo semplifica le norme relative all'impianto delle antenne. Certo l'impresa della telefonia mobile è tra le poche in attivo e tra cellulari, tablet e altri sistemi di comunicazione e collegamento raggiunge un cospicuo fatturato.
Coerentemente pertanto, nel nome dello sviluppo, il governo Monti pensa a proteggere le imprese poco curandosi del danno arrecato alla salute dei cittadini; nel nome della crescita qualcosa bisogna pur sacrificare...


 
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