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Più diminuiscono – e diventano anziani – i cacciatori, più la politica tutela la caccia.
In Piemonte, come molti sanno, la maggioranza di centrodestra, ovvero Pdl e Lega Nord (due partiti che hanno naturalmente un settore per animali chiamati Piccoli  Amici e Collare verde, che già nel nome denunciano interesse quasi solo per i cani e i gatti) ha cancellato la legge regionale sulla caccia per evitare un referendum che avrebbe permesso ai cittadini di esprimersi sull'argomento. Così la caccia sarà regolata dalla legge nazionale più permissiva, che cioè permette di uccidere molti più animali. Non contenti di questo regalo si è voluto fare di più. Poiché l'Unione Europea aveva dichiarato non regolare il fatto che nelle aree confinanti alle zone di caccia si lasciasse effettuare l'attività venatoria, la precedente Giunta Bresso aveva – tra le poche cose utili in tema di controllo di caccia – vietato la caccia nelle aree contigue alle zone cacciabili. Ebbene la Giunta Cota, e la maggioranza di centro destra, hanno adottato un atto di consiglio con cui si procrastina  l'entrata in vigore del divieto, cioè si potrà continuare a fare quanto l'Unione Europea ha dichiarato inammissibile. Del fatto si è vantato, con tanto di comunicato stampa il Consigliere regionale Vignale, del Pdl provenienza AN, che evidentemente ha forti legami con il mondo venatorio.
Altro che rimandare l'inizio della caccia perché gli animali sono messi in difficoltà dalla siccità, per mancanza di acqua e di cibo! Non si perde occasione per favorire chi si diverte ad uccidere e a togliere la vita a esseri senzienti e inermi che nulla fanno se non rendere più gradevole la nostra permanenza su questo pianeta.

 
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