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Rio più venti - Il fallimento

Pubblicato da enrico moriconi in ecologia/sociale · 21/6/2012 20:48:38

Rio più venti - Il fallimento

Per comprendere come “allegramente” i governi di pressochè tutte le nazioni vadano verso un epocale baratro ecologico è sufficiente ricordare il commento (che pubblichiamo con il titolo di Rio più dieci) sulla Conferenza di Johannesburg proprio di dieci anni fa.  Tutti i punti minimali che erano stati alla fine faticosamente concordati sono falliti, uno per tutti il dimezzamento delle persone senz'acqua al 2015.
Come dieci anni fa è stridente il confronto tra il contro vertice delle ong e dei movimenti rispetto a quello ufficiale. Solo nella sede alternativa si coglie la capacità di un'analisi realistica basata sui dati ambientali che si vivono tutti i giorni. Nella sede ufficiale è solo un gioco a salvare i propri privilegi  e, per una nazione, piuttosto che rinunciare a qualcosa è meglio concedere anche agli altri.
Così  dove si confrontano i governi è come se non si vedesse l'impoverimento dei mari o la crescita delle conseguenze dell'effetto serra – con eventi climatici sempre più violenti e diffusi in varie parti del mondo, anche laddove prima non arrivavano -  e neppure l'aumento, invece dell'auspicata diminuzione del numero delle persone che soffrono la fame.
Dulcis in fundo di fronte all'ingordigia dei paesi ricchi che da soli consumano  la maggior parte delle risorse esauribili del pianeta, non si possono certo assumere decisioni per il controllo della crescita planetaria della popolazione perché  non si riesce a far ragionare le tre religioni monoteiste che di fronte alla paganizzazione della società sperano di mantenere forte il loro controllo sociale speculando sulla natalità.
Tutti insieme sul Titanic con i ricchi che spremono l'ambiente  e le persone, con moltitudini ridotte in condizioni sempre più misere e con pochi o nessun diritto, e gli amministratori e i politici che sono proni al volere delle multinazionali, cioè della parte ricca della popolazione mondiale.
Non è facile ipotizzare una via d'uscita. O forse i “ricchi” del mondo sanno bene che gli effetti della crisi ambientale, quando arriverà, saranno catastrofici per la parte povera della popolazione e ciò servirà ad abbassare la pressione demografica.
Al momento non si può neppure sperare in una presa di coscienza e di sollevazione delle popolazioni: troppo forti sono i poteri di controllo e gli apparati della repressione statale. Condizionati dai sistemi di comunicazione, e dall'individualismo ossessivo diffuso a piene mani dal neoliberismo, le  rivolte, come in Grecia, sono delle jacqueries di esasperazione che si spengono per mancanza di coesione e condivisione di obiettivi comuni oppure sono domate e spente e incanalate verso alternative di facciata ma non di sostanza, come avviene nella cosiddetta primavera araba.
Le conclusioni della Conferenza Rio più venti spengono una volta di più le speranze che erano state suscitate proprio venti anni fa dalla conferenza di Rio, quando si sperava che la discussione politica sul clima e sui diritti sociali delle persone sarebbero state al centro dall'impegno di governo.




Conferenza Rio più dieci.

Pubblicato da enrico moriconi in ecologia/sociale · 21/6/2012 20:47:47
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